In punta di piedi
Il Cammino Grande di Celestino attraversa ambienti prevalentemente di montagna, luoghi dove consapevolezza, rispetto delle regole e qualche piccolo accorgimento vi consentiranno di muovervi in sicurezza e rispettare i suoi straordinari abitanti.
I Parchi e le montagne d'Abruzzo conservano ambienti naturali, a tratti selvaggi, dove la presenza della fauna appenninica e la morfologia del territorio, unitamente alle variabili condizioni meteo e/o del terreno, devono sempre indurvi alla massima attenzione.
CI SONO ANIMALI PERICOLOSI E SELVAGGI?
Meglio essere precisi intanto con le parole: sugli Appennini come sulle Alpi è presente una fauna selvatica e non selvaggia. Camoscio appenninico, cervo, capriolo, cinghiale, lupo e orso bruno marsicano rappresentano la grande fauna del Parco che però è composta anche da tante altre specie di piccoli mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e insetti. A tutte dobbiamo il nostro rispetto.
Il nostro comportamento deve essere sempre lo stesso nel corso dell’anno ricordando però che l’inverno (freddo e scarsità di cibo) e la primavera (periodo di riproduzione) sono i periodi più difficili per gran parte degli animali.
Con il passare degli anni le popolazioni di alcune specie si vanno consolidando ed è quindi più facile osservare branchi o individui isolati in prossimità dei sentieri. E’ importante in questo caso comportarsi nel modo giusto: la regola principale è quella di fermarsi rimanendo distanti, in silenzio e attendendo che si allontanino. Cercare la foto sensazionale avvicinandosi è dannoso per loro e pericoloso voi che distratti potreste inciampare e farvi male seriamente.
Gran parte delle specie sono elusive e temono l’uomo, quindi avvinarsi vuol dire restringere il loro spazio di fuga aumentando così la possibilità di essere caricati e magari travolti.
Non dare mai da mangiare agli animali. Capita a volte di trovare volpi o altri piccoli mammiferi che in prossimità dei paesi tendono ad avvicinarsi perché già abituati a prendere cibo dall’uomo. Alimentare gli animali selvatici è un comportamento sbagliato poiché espone gli animali a numerosi rischi e ne compromette le capacità di sopravvivenza.
Tutte le specie, soprattutto quelle di piccole dimensioni non vanno mai toccate!
L’ORSO “ABRUZZESE”
La presenza di questo plantigrado è motivo di grande responsabilità per la gente d’Abruzzo: molto simile all’orso europeo di cui è una sottospecie, l’orso bruno marsicano è presente sui monti dell’Italia Centrale con il maggior numero di individui in Abruzzo. Si tratta di una piccola popolazione che oscilla tra i 50 e i 70 animali soggetta a diversi rischi che ne compromettono la sopravvivenza futura: uccisioni e disturbo diretto da parte dell’uomo, individui investiti accidentalmente minano periodicamente questa preziosa ed esclusiva popolazione. Si tratta comunque di una specie elusiva che sulla Maiella è presente con alcuni individui e incontrarlo rappresenta un evento eccezionale. In caso di incontro rispettate le regole appena citate e porterete a casa uno straordinario ricordo.
CERVI E CAPRIOLI
In primavera può capitare di trovare nel mezzo dell’erba alta piccoli di cervi e caprioli da soli apparente abbandonanti dalla madre, che invece nella maggioranza dei casi si trova nei paraggi intenta a brucare. In questi casi il comportamento corretto è allontanarsi subito e soprattutto non toccare i piccoli; difatti la madre al suo ritorno percependo l’odore dell’uomo sui piccoli li abbandonerebbe destinandoli a morte sicura.
Nel caso invece si rinvengano animali feriti o in evidente difficoltà non toccateli e chiamate i tecnici del Parco o i Carabinieri forestali sul numero unico 112.
DRONE SI O NO?
I droni sono sempre più diffusi sia per scopi professionali che amatoriali, ma il loro uso all’interno dell’area protetta è soggetto al nulla osta del Parco.
Anche se di piccole dimensioni questi velivoli sono fonte di disturbo sia per i grandi mammiferi e sia per gli uccelli in particolar modo nei periodi di cova e schiusa delle uova (primavera). In generale il consiglio è quello di lasciare a casa il drone anche per godere meglio delle bellezze del Cammino.
SOCIAL SI O NO?
Pubblicare contenuti che riguardano gli animali se fatto in modo giusto aumenta la consapevolezza collettiva sul valore e sulla necessità di tutela della fauna selvatica. Questo vuol dire pubblicare immagini e video realizzati nel rispetto della specie in questione, quindi fatte dalla giusta distanza e senza averli disturbati. Spostare piccoli animali o peggio cuccioli per ottenere la giusta luce o posizione è un comportamento errato. Attirare l’attenzione di un animale affinché ci guardi è un comportamento errato. Inoltre, pubblicate solo immagini in cui non sia mai riconoscibile la località dove sono state realizzate, questo per evitare soprattutto nel caso di lupo e orso che si scateni la curiosità collettiva e si creino in quei posti condizioni di disturbo.
I Parchi e le montagne d'Abruzzo conservano ambienti naturali, a tratti selvaggi, dove la presenza della fauna appenninica e la morfologia del territorio, unitamente alle variabili condizioni meteo e/o del terreno, devono sempre indurvi alla massima attenzione.
CI SONO ANIMALI PERICOLOSI E SELVAGGI?
Meglio essere precisi intanto con le parole: sugli Appennini come sulle Alpi è presente una fauna selvatica e non selvaggia. Camoscio appenninico, cervo, capriolo, cinghiale, lupo e orso bruno marsicano rappresentano la grande fauna del Parco che però è composta anche da tante altre specie di piccoli mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e insetti. A tutte dobbiamo il nostro rispetto.
Il nostro comportamento deve essere sempre lo stesso nel corso dell’anno ricordando però che l’inverno (freddo e scarsità di cibo) e la primavera (periodo di riproduzione) sono i periodi più difficili per gran parte degli animali.
Con il passare degli anni le popolazioni di alcune specie si vanno consolidando ed è quindi più facile osservare branchi o individui isolati in prossimità dei sentieri. E’ importante in questo caso comportarsi nel modo giusto: la regola principale è quella di fermarsi rimanendo distanti, in silenzio e attendendo che si allontanino. Cercare la foto sensazionale avvicinandosi è dannoso per loro e pericoloso voi che distratti potreste inciampare e farvi male seriamente.
Gran parte delle specie sono elusive e temono l’uomo, quindi avvinarsi vuol dire restringere il loro spazio di fuga aumentando così la possibilità di essere caricati e magari travolti.
Non dare mai da mangiare agli animali. Capita a volte di trovare volpi o altri piccoli mammiferi che in prossimità dei paesi tendono ad avvicinarsi perché già abituati a prendere cibo dall’uomo. Alimentare gli animali selvatici è un comportamento sbagliato poiché espone gli animali a numerosi rischi e ne compromette le capacità di sopravvivenza.
Tutte le specie, soprattutto quelle di piccole dimensioni non vanno mai toccate!
L’ORSO “ABRUZZESE”
La presenza di questo plantigrado è motivo di grande responsabilità per la gente d’Abruzzo: molto simile all’orso europeo di cui è una sottospecie, l’orso bruno marsicano è presente sui monti dell’Italia Centrale con il maggior numero di individui in Abruzzo. Si tratta di una piccola popolazione che oscilla tra i 50 e i 70 animali soggetta a diversi rischi che ne compromettono la sopravvivenza futura: uccisioni e disturbo diretto da parte dell’uomo, individui investiti accidentalmente minano periodicamente questa preziosa ed esclusiva popolazione. Si tratta comunque di una specie elusiva che sulla Maiella è presente con alcuni individui e incontrarlo rappresenta un evento eccezionale. In caso di incontro rispettate le regole appena citate e porterete a casa uno straordinario ricordo.
CERVI E CAPRIOLI
In primavera può capitare di trovare nel mezzo dell’erba alta piccoli di cervi e caprioli da soli apparente abbandonanti dalla madre, che invece nella maggioranza dei casi si trova nei paraggi intenta a brucare. In questi casi il comportamento corretto è allontanarsi subito e soprattutto non toccare i piccoli; difatti la madre al suo ritorno percependo l’odore dell’uomo sui piccoli li abbandonerebbe destinandoli a morte sicura.
Nel caso invece si rinvengano animali feriti o in evidente difficoltà non toccateli e chiamate i tecnici del Parco o i Carabinieri forestali sul numero unico 112.
DRONE SI O NO?
I droni sono sempre più diffusi sia per scopi professionali che amatoriali, ma il loro uso all’interno dell’area protetta è soggetto al nulla osta del Parco.
Anche se di piccole dimensioni questi velivoli sono fonte di disturbo sia per i grandi mammiferi e sia per gli uccelli in particolar modo nei periodi di cova e schiusa delle uova (primavera). In generale il consiglio è quello di lasciare a casa il drone anche per godere meglio delle bellezze del Cammino.
SOCIAL SI O NO?
Pubblicare contenuti che riguardano gli animali se fatto in modo giusto aumenta la consapevolezza collettiva sul valore e sulla necessità di tutela della fauna selvatica. Questo vuol dire pubblicare immagini e video realizzati nel rispetto della specie in questione, quindi fatte dalla giusta distanza e senza averli disturbati. Spostare piccoli animali o peggio cuccioli per ottenere la giusta luce o posizione è un comportamento errato. Attirare l’attenzione di un animale affinché ci guardi è un comportamento errato. Inoltre, pubblicate solo immagini in cui non sia mai riconoscibile la località dove sono state realizzate, questo per evitare soprattutto nel caso di lupo e orso che si scateni la curiosità collettiva e si creino in quei posti condizioni di disturbo.
